martedì 3 aprile 2012

Presentazione "Il Giallo e l'Azzurro". Relazione di Angela Allegria


Spunti di riflessione su “Il giallo e l’azzurro” di Gaetano Celestre

“Il giallo e l’azzurro”, seconda opera di Gaetano Celestre, ripropone in una nuova luce elementi tipici dell’essere siciliano, ricostruisce il suo significato, con i propri usi e costumi, con la propria voglia di affrontare i problemi, con una romantica, passionale voglia di non fare, di rimandare.
Già dalle prime pagine, ricche di descrizioni di odori e sensazioni di calura cocente, si intravede l’immagine della Sicilia, luogo di stasi, nel quale la stabilità delle cose è perenne e duratura, dove l’uomo rimanda al giorno dopo, quasi vittima di un paesaggio violento ed imponente, della crudeltà del clima, che lo annichilisce, come a richiamare il discorso fra il principe di Salina e Chevalley di Tomasi di Lampedusa.
Il giallo di cui si occupano Piero Menardo e il suo assistente Carmelo Passatempo, la scomparsa dei gatti della signora Mariannina Callà, sottintende ad un altro delitto, quello del giornalista Salvatore Lestrigone, ucciso con la spada di un pescespada. Ma anche qui, si tratta di un escamotage usato dall’autore per mettere a fuoco la Sicilia e la mentalità dei suoi abitanti.
Viene in mente il concetto sciasciano di “Sicilitudine”, intesa come solitudine della Sicilia come isola, ma anche come sicilianità, modo di pensare, atteggiamento, mentalità tipica degli abitanti di questa terra.
La Sicilia è un fatto antropologico. Il siciliano è isolato non solo perché isolano, ma anche e soprattutto, perché è diffidente nei confronti dell’altro, perché è scettico.
In Bufalino si parla di “Isolitudine” nel senso di un popolo isolano e solo, di una Sicilia appartata e chiusa su se stessa.
In essa luce e buio sono entità contrapposte: la luce accecante del sole è oscurata dal lutto tenuto per anni dalla donne siciliane.
Nel romanzo, la cui lingua nuova è formata da termini italiani ed idiomi siciliani ricordando Camilleri, Gaetano usa l’ironia, il sarcasmo, fa sorridere, come nella descrizione della vedova Callà, “figlia di grosse mangiate quotidiane a base di pasta alla norma e zucchine fritte. […] immaginabile solo associandola a una padella di olio bollente […] perché tutto in lei dava di frittura”.
O in quella del dottor Astolfo Cavalieri, “un gran polemico, ma non lo era sempre stato”.
“Perché era diventato polemico? Mah, forse perché non aveva realizzato i suoi sogni, forse perché aveva scoperto quanto l’autodeterminazione non contasse nulla dove nel migliore dei casi è un Ente Supremo e Infinito a dirigere il tutto, sempre poi che non ci sia di mezzo anche il Caso”.
L’io narrante è estremamente presente in tutta l’opera, pronto a criticare il protagonista in ogni momento, ad interloquire e colloquiare con il lettore per spiegare, per renderlo partecipe delle sue intenzioni.
Allo stesso modo, le discussioni fra Giorgino Cola e un altro personaggio di cui non si dice il nome, ma che viene identificato come uno con “una voce grossa e grassa”, pongono riflessioni sulla situazione umana, spiegando il contesto, ma ancora di più la mentalità del siciliano autentico.
Il protagonista, Piero Meardo, è un antieroe, fa pensare al Tersite, scudiero di Ulisse, tanto bassa è la sua acutezza mentale, quanto la voglia di lavorare e di darsi da fare per svolgere un lavoro nuovo, che con lui e il suo fido aiutante che sonnecchia sempre, come ai tempi del liceo, non può prendere quota.
D’altronde il sonnecchiare, anche se in misura minore, è caratteristica anche di Piero Menardo.
La situazione descritta è sospesa, fluttante, contraddittoria, dilacerata fra realtà ed apparenza, grottesca, paradossale, pirandelliana proprio perché risponde alle inquietudini del nostro tempo.
Tra le tematiche trattate vi è il lavoro, “u travagghiu. Ciò perché esso sottende uno sforzo sia fisico che mentale, psichico. Come un travaglio interiore, solo che è anche esteriore, tale e quale al travaglio delle donne incinte. […] Inutile pensare di venirne fuori, quello del lavoro è un tunnel…come quello della droga, e una volta entratovi non se ne esce più”.
Si percepisce nel romanzo la visione che della Sicilia hanno i non siciliani. Questa terra, che va in prima pagina solo per i fatti di sangue: qui per l’omicidio del giornalista, in “Bagni achei” per la morte dell’alunno del Prof. Ariodante. Si tratta di una visione vera, pessimistica, proposta in chiave polemica, esasperata con i toni di chi ama la sua terra e vuole riscattarla ad ogni costo.
Altro tema che viene fuori dalla lettura di queste 99 pagine è legato al monto fittizio, irreale della televisione all’interno della quale tutto è diventato un talk show, al di là di ogni sentimento e di ogni verità.
Il mistero e l’inganno caratterizzano una verità che spesso è ostentata ma che scopre la sua falsa identità.
La ricerca della verità è fondamentale per capire il presente, ma la sua ambizione viene delusa, come accade in “Bagni achei”, più volte richiamato in questo scritto.
Non manca la ricostruzione, più o meno esplicita, dell’intreccio affari-politica-criminalità e la descrizione di chi sta al potere, anche nei gradini più bassi, perché, seppur considerata una “brava persona” tende a sistemare i figli “grazie alle sue conoscenze”.
E poi l’omosessualità, il rapporto contorto con le forze armate, neppure nominate ma a cui si fa riferimento come “Quelli delle strisce rosse sui pantaloni”, l’immigrazione clandestina con i migranti tunisini sbarcati da un barcone che stava per affondare.
Sullo sfondo abbiamo detto la Sicilia, ma più in particolare sta Scicli, la città di Gaetano, trasfigurata nel romanzo come una sorta di metonimia nella quale il torrente, ormai secco, è il palco sul quale si muovono i personaggi che escono fuori dalla sua penna.
Una domanda sorge spontanea: cosa simboleggiano i due colori presenti nel titolo? Sta al lettore scoprirlo partendo da alcune indicazioni dell’autore: “Quello sterminato mare di bionda sterpaglia che cerca l’azzurro mare per far felici gli occhi di qualunque mortale”.

Angela Allegria, 31 marzo 2012

Presentazione "Il Giallo e l'Azzurro". Introduzione di Guglielmo Pacetto


Buona sera a tutti, prima di iniziare ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo momento a partire dalla magnifica location che ci ospita “galleria  Dir Arte” di Francesco di rosolini ed ovviamente il giornale “il clandestino” , periodico che è ormai divenuto un punto fermo per l’informazione in provincia sempre attento a tutto ciò che rappresenta cultura e stimoli positivi e propositivi per il nostro territorio.
Ringrazio tutta la stampa presente e passo subito a presentarvi i correlatori di questo evento:
·        Per iniziare è un onore per me introdurre il noto attore e regista Giorgio Sparacino, direttore della compagnia teatrale “Utopia” che ha messo in scena nel corso della sua attività opere impegnative come “il temporale” di Strindberg, l’adattamento teatrale del “processo e morte di socrate”, nonché “il consiglio d’Egitto” di Leonardo Sciascia. Sparacino da anni è impegnato nell’ambito culturale interessandosi di arte, poesia e letteratura;
·        Raffinata penna, iscritta all’ordine dei giornalisti della Regione Sicilia, laureata in scienze giuridiche presso l’Università di Catania, collaboratrice presso I Quaderni de l’Ora, il trimestrale d’arte Boemien,riviste giuridiche quali Alta Lex e Filo Diritto, nonché redattore di vari progetti tra cui Modica Info ed attualmente Antimafia 2000, il Clandestino con permesso di soggiorno, Italia notizie,  sono lieto di presentarvi Angela Allegria;
·        un amico e compagno di sventure universitarie, praticante forense e collaboratore de il Clandestino, profondo conoscitore di musica e letteratura, poeta ed appassionato di cultura lusitana, nel 2010 ha presentato - presso il centro studi feliciano rossitto di Ragusa - il primo romanzo di gaetano celestre “bagni achei”, collaborando insieme a giorgio sparacino ed al giornalista Giuseppe Nativo, Giovanni Denaro.
Ma veniamo a Gaetano Celestre, amico di lunga data, mio collaboratore al blog Post Scriptum assieme a Michele e Daniele Paolino, Chiara Padua e Irene Tumino, Giuseppe Causarano; Post Scriptum è un progetto nato da un’idea mia e di Michele Paolino, volto ad offrire un punto di vista più culturale che giornalistico sulle “cose del mondo”.
Il tentativo è quello di aprire uno spazio di discussione e riflessione su argomenti che svariano da sport e  televisione, sino alla letteratura, passando per la musica; immaginatelo come un comune posto di ritrovo, un bar, un centro culturale, un luogo dove parlare del più e del meno di fronte a una birra o ad un caffè, un punto di ritrovo su una piattaforma virtuale senza alcuna pretesa giornalistica ma che vuole fare della trasversalità il suo tratto distintivo: la nostra idea è che la notizia vada al di là della semplice cronaca dei fatti e aggiunga un qualcosa di nuovo, riscritto e reinterpretato da chi la notizia l’ha già letta, come suggerisce la locuzione latina a cui ci siamo ispirati nella scelta del nome del blog.
La sezione romana dello Staff di Post Scriptum, impossibilitata a presenziare questa sera, ha voluto comunque inviare un suo messaggio d’auguri che vi leggo:
È con grande piacere che oggi raccogliamo l’invito dell’amico e collaboratore Gaetano Celestre, ringraziandolo per lo spazio che ci ha riservato in un giorno che appartiene al suo ottimo lavoro: Gaetano è un  giovane scrittore che spesso ha riempito le pagine del blog con la sua bravura contribuendo al successo che registriamo di mese in mese in meno di un anno di attività.
Abbiamo avuto modo di leggere e apprezzare prima Bagni Achei e poi Il Giallo e L’Azzurro che ci hanno consegnato alla memoria l’idea, da noi condivisa su Post Scriptum, che la sicilianità sia un modo di vivere ed interpretare la vita piuttosto che una caratteristica geografica e campanilistica.
Rubo qualche momento – dice Michele Paolino – nel ringraziare ancora Gaetano per aver scritto ne Il Giallo e L’azzurro uno dei passaggi descrittivi più belli che abbia mai letto sul paesaggio siciliano che a 900Km di distanza fa sentire forte la sua mancanza.
In questi mesi abbiamo avuto modo di recensire ed intervistare il nostro autore e collaboratore anche sul blog proprio in occasione dell’uscita del suo secondo romanzo “Il Giallo e l’Azzurro” , romanzo dalle atmosfere noir che sottendono in realtà ad echi borgesiani e sciasciani. Piero Menardo e Carmelo Passatempo sono due improvvisati investigatori che si trovano ad essere ingaggiati per risolvere un complesso caso di rapimento felino, nelle stesse ore un vero delitto si consuma a breve distanza e ne è  vittima il famoso anchorman localissimo Salvatore Lestrigone, le modalità dell’omicidio sono particolarmente cruente, il cadavere viene rinvenuto col ventre squarciato dalla spada di uno xiphias gladius, ovvero il comune pesce spada del mediterraneo.
In un intreccio di ironia, sarcasmo e di quel cinismo che è tratto tipico dei siciliani, il racconto  si rivela piacevole ed interessante, il noir appare solo una sfumatura di colore volta a nascondere una pungente critica sociale e politica, finalizzata a rappresentare una frequente incapacità degli inquirenti ufficiali della nostra quotidiana cronaca nera, come anche lo stato morboso e superficiale in cui versa la televisione odierna e più in generale alcuni aspetti della società odierna.
Senza ulteriori indugi, vi lascio adesso alle parole del romanzo interpretate dal maestro Giorgio Sparacino che renderanno ben più chiaramente quanto fin qui detto.

venerdì 2 marzo 2012

Presentazione del romanzo "Il Giallo e l'Azzurro"

Sabato 31 Marzo, ore 18:00, a Modica, presso la galleria Dir'Arte di Francesco Di Rosolini (Via T. Campailla n. 99):

Presentazione del romanzo "Il Giallo e l'Azzurro" di Gaetano Celestre.
L'evento è organizzato con la collaborazione del giornale Il Clandestino.
Oltre all'autore, interverranno:

- Giorgio Sparacino, attore e regista
- Giovanni Denaro, scrittore e collaboratore de Il Clandestino
- Angela Allegria, scrittrice, giornalista e collaboratrice de Il Clandestino
- Guglielmo Pacetto, collaboratore del blog Post Scriptum

Informazioni:
Gaetano Celestre (autore) http://gaetanocelestre.wordpress.com/about/
http://www.ilclandestino.info/
http://www.dirarte.it/

mercoledì 8 febbraio 2012

Il Giallo e l’Azzurro. Recensioni e Intervista (Marino Pagano, Giuseppe Nativo, Michele Paolino, Carmelo Riccotti La Rocca))

Nella circostanza della mia natalizia presentazione pugliese de Il Giallo e l’Azzurro, ho avuto occasione di incontrare e conoscere Marino Pagano, un bravissimo giornalista e critico d’arte di Bitonto. Soprattutto uno che ha innestato sul collo non un orpello da abbellimento estetico ma un apparato funzionante e funzionale. Poche chiacchiere, mi dilungo, vi allego in formato .jpg la recensione de Il Giallo e l’Azzurro  ad opera della sua bella penna (eterodiretta da quel non-orpello poc’anzi accennato, ovviamente). Basta cliccare sulla foto per ingrandire. Fonte: Quotidiano di Bari Anno XXV n.23 del 3 Febbraio 2012:



Per chi volesse approfondire in merito a ciò che è stato detto e scritto sino ad ora riguardo Il Giallo e l’Azzurro, inserisco di seguito dei links che potrebbero interessare:

 Articolo del giornalista, scrittore e letterato Giuseppe Nativo, apparso su La Sicilia, tomo regionale, sezione “Oggi Cultura” del 09-02-2012 (segue - sotto la foto - link ad altro articolo di Nativo):


Articolo del giornalista Giuseppe Nativo, da Ondaiblea (link)

Articolo del giornalista Carmelo Riccotti La Rocca (Nove TV).
Per leggere meglio, scaricate la foto e ingranditela sul vostro pc:



Il Giallo e l’Azzurro (breve descrizione)

Per acquistarlo (o incontrarlo, come dice l’amico Marino Pagano)

venerdì 23 dicembre 2011

28 Dicembre 2011 Presentazione Pugliese per "Il Giallo e l'Azzurro"

Mercoledì 28 Dicembre 2011
ore 18.00
Salotto Letterario Sen. G. Degennaro, L.go Teatro 7, Bitonto (Ba)



Cari amici, sono lieto di informarvi che, ad appena pochi giorni dalla pubblicazione del mio secondo romanzo "Il Giallo e l'Azzurro" (MJM Editore), mi è stata offerta la possibilità di presentarlo presso il prestigioso Salotto Letterario Sen. G. Degennaro di Bitonto. L'opportunità di presentare per la prima volta il romanzo sarebbe già motivo d'orgoglio ma questo è assolutamente nulla se posto a confronto con il fatto che la "cosa" è stato organizzata a sopresa da persone a me ben più che care. Grazie anticipatamente a tutti.
Ovviamente siete tutti invitati!
A Mercoledi...
Gaetano

"La verità storica , per lui, non è ciò che avvenne, ma ciò che noi giudichiamo avvenne." (J. L. Borges)

sabato 17 dicembre 2011

E così è stato pubblicato il mio secondo romanzo: "Il Giallo e l'Azzurro"




Cari amici, come al solito non so come iniziare il discorso, dunque vengo subito al sodo:
È stato appena pubblicato il mio secondo romanzo. Si intitola “Il Giallo e l’Azzurro”, edito da MJM Editore, e come genere si può ascrivere tra le fila della letteratura giallistica.  

Forse non il più classico dei gialli, ma è comunque contenente tutti i suoi elementi essenziali. Di sicuro c’è un detective che indaga, magari è un po’ sgangherato, come lo è il caso stesso, in fondo. Il tutto comincia, in un’afosissima e giallissima giornata siciliana, con la scomparsa dei gatti della signora Callà. Piero Menardo, nullafacente convinto di avere un futuro nel campo delle investigazioni private, cerca di venirne a capo. Lui probabilmente non si renderà conto di nulla, ma il lettore avrà senz’altro a che fare con delle verità scomode. Come sempre, tutto non è come appare.

Inoltre potrebbe anche risultare un’ottima alternativa per un “gradito” regalo natalizio!
Sì, lo so, è più “gradito” a me che a voi…ma a Natale siamo o non siamo tutti più buoni?

Vi segnalo il link dove potete acquistare Il Giallo e l'Azzurro : MJM Editore (link)

Buone Feste e Buona Lettura

Gaetano Celestre

venerdì 16 dicembre 2011

Avviso 16 - 12 -2011

Cari amici e lettori del blog, come vi avevo già preannunciato, è online il mio sito ufficiale all'indirizzo: http://www.gaetanocelestre.altervista.org/
Ma chistu già u sapievvu e dunque ora vengo a chiarirvi la ridondanza. Sto creando un nuovo blog all'indirizzo: http://gaetanocelestre.wordpress.com/
Ciò sempre per venire incontro ad esigenze di maggior chiarezza. E per l'occasione ho appena pubblicato un nuovo racconto dal titolo La Sostituzione della Vergine Ifigenia (link)

Invece questo blog rimarrà in vita solamente come vetrina per le informazioni brevi (come ad esempio il presente avviso).  
Almenu finu a quannu nun mi siddiu ri aviri tri indirizzi...


Colgo l'occasione per augurarvi buone feste.
A presto
Gaetano